Legge privacy 675 analisi dei rischi   Confagricoltura su privacy e rapporti con Aima OO.PP

 

 

Home - Consulenti Privacy

 

CHI SIAMO - CONTATTI

Mappa del sito

 

SERVIZI DI CONSULENZA

 

:. QUESITI E PARERI SULLA PRIVACY

:. PARERI LEGALI

:. CONSULENZA LEGALE

:. ADEGUAMENTO-CONSULENZA

:. DOCUMENTO PROGRAMMATICO

:. VERIFICHE GRATUITE

:. FORMAZIONE 

:. SICUREZZA INFORMATICA

:. NOTIFICA AL GARANTE

 

SEZIONE INFORMATIVA

:. PRIVACY IN PILLOLE

:. SANZIONI

:. CHI DEVE ADEGUARSI?

:. CONTROLLA ADEMPIMENTI

:. CODICE PRIVACY E NORMATIVA

:. PRIVATI E DIRITTO ALLA PRIVACY

 

ARCHIVIO E NEWS dal 1997

 

NORMATIVE ATTINENTI

TESTO UNICO BANCARIO

LEGGE 626/94

 

FAQ

 

SITI UTILI

 

Policy privacy

 

 

Confagricoltura su privacy e rapporti con Aima OO.PP. mandatarie dei soci


Una situazione assurda e paradossale. Leggi lodevoli, come quella della privacy - dettate dall' esigenza che, in un'ottica di stato moderno, il cittadino si veda tutelato nella sua sfera privata - sono di fatto diventate un boomerang; invece di tutelare il cittadino lo penalizzano! Con un'amministrazione che si chiude a riccio e non fornisce più informazioni.

Il problema della "privacy" e della difficoltà dei rapporti con l'Aima è stato sottolineato, con accenti preoccupati, dal presidente Bocchini in Assemblea. «In nome della "riservatezza" - ha commentato - non sappiamo cosa succede a molte aziende associate, perché i pagamenti degli aiuti Cee non avvengono... assurdo!».  

La situazione è nota: in ossequio ad una rigida interpretazione della legge sulla tutela della privacy (L. 675/96) 1'Aima ha sospeso la trasmissione di dati e notizie, anche in via telematica, alle Organizzazioni professionali concernenti le pratiche degli associati. Insomma monitor "oscurati" ed informazioni negate.

Che fine fa la "trasparenza amministrativa"?

Vi può essere "trasparenza" senza violare la privacy? O meglio si può negare di adattare una legge che tutela la sfera privata -ripetiamo lodevole - all' esigenza della trasparenza ed efficienza amministrativa?

A più riprese si sono sollevati interrogativi e proteste della Confederazione al governo, al garante per la protezione dei dati personali ed all'Aima.

Ora il Garante ha risposto evidenziando che le Organizzazioni professionali potranno assumere - nella convenzione con l'Aima - la veste di "mandatari dei propri associati"; in virtù di ciò potranno esercitare tutti i diritti che la legge riconosce in capo agli interessati (conoscere la propria posizione, apportare ad essa delle modifiche, ecc.).

In sostanza si è riconosciuto che le Organizzazioni professionali potranno agire in rappresentanza degli associati; in virtù di un rapporto delegato, potranno rappresentare, nei confronti dell'Aima, gli interessi dei singoli, con particolare riguardo alle fasi della presentazione delle domande, della correzione delle anomalie, della visione dei dati.

Tutto ciò fino alla fase conclusiva quando gli interessati riceveranno i fondi di spettanza; ciò comporta che, nel momento in cui verrà emesso a favore del produttore il mandato di pagamento, l' Organizzazione non sarà più in grado di "leggere" i dati del socio che verranno - in nome dalla privacy -oscurati dall'Aima.

Insomma la situazione, dopo mesi di incertezze e di "black out" potrebbe trovare una soluzione, anche se transitoria, e che comunque andrà istituzionalizzata con un intervento legislativo ad hoc.

La situazione resta insostenibile.

(Articolo del 2000)