Privacy, diritto e innovazione. Dal 1998.Esplora la biblioteca normativa ↗

CASO PRATICO 97 · LAVORO E RISORSE UMANE

Foto dei dipendenti sul sito: come gestire scelta, canali e uscita dall’azienda

Il nuovo sito mostra il personale: come definire utilizzi delle fotografie, scelte effettive e rimozioni quando cambia il rapporto di lavoro.

Scenario illustrativo: persone e organizzazioni sono ipotetiche. Non è un incarico o un risultato attribuito allo studio.

LA RISPOSTA IN BREVE

La pubblicazione del ritratto richiede di verificare sia la disciplina dei dati personali sia quella dell’immagine. Nel rapporto di lavoro il consenso va valutato con particolare attenzione alla libertà della scelta e alle conseguenze di un eventuale rifiuto.

La situazione.

Scenario illustrativo fittizio. Un’impresa rinnova il sito e organizza una sessione fotografica obbligatoria per tutti. Le immagini servono alla pagina «Il team», ma l’agenzia prepara anche campagne sponsorizzate sui social. La liberatoria è inclusa nei documenti di assunzione, senza indicare durata o canali. Una dipendente preferisce non comparire online; un ex collaboratore scopre che la sua foto continua a illustrare il servizio di assistenza, facendo credere che lavori ancora per l’azienda.

PRIMA DI DECIDERE

Tre fatti da mettere a fuoco.

  1. 01

    Un ritratto identificabile è un dato personale; non diventa automaticamente dato biometrico soltanto perché rappresenta un volto.

  2. 02

    Pagina del team, pubblicità sponsorizzata e archivi interni hanno contesti e finalità differenti.

  3. 03

    La possibilità di rifiutare senza conseguenze sul lavoro è essenziale quando si intende fondare il trattamento sul consenso.

↓

Valuta insieme questi elementi prima di scegliere le azioni.

Come impostare la valutazione.

Occorre individuare il fondamento privacy appropriato e verificare separatamente i presupposti per l’utilizzo del ritratto, comprese le eventuali eccezioni previste dalla legge sul diritto d’autore. Una generica autorizzazione inserita nel contratto non prova che ogni futura campagna sia compresa. Lo squilibrio del rapporto lavorativo impone di valutare con concretezza se il consenso sia libero, specifico e informato.

È utile distinguere persone che rappresentano pubblicamente un servizio, foto promozionali facoltative e immagini di eventi. Non esiste una soluzione unica basata sul fatto che lo scatto sia avvenuto nei locali aziendali. La cessazione del rapporto richiede inoltre un riesame di necessità, accuratezza e utilizzi residui: una pagina che presenta un ex dipendente come contatto attuale può risultare ingannevole anche per i clienti.

Cosa fare, in pratica.

  1. 01

    Inventariare scatti e utilizzi programmati, indicando pagine, social, inserzioni, materiali stampati e soggetti esterni che riceveranno le immagini.

  2. 02

    Predisporre informazioni chiare e scelte granulari dove pertinenti, evitando moduli universali estesi a qualunque mezzo e durata indeterminata.

  3. 03

    Offrire soluzioni alternative realistiche, come una descrizione del ruolo senza ritratto, quando la fotografia promozionale è facoltativa.

  4. 04

    Regolare l’attività dell’agenzia, i file originali e i riutilizzi, impedendo che il materiale finisca autonomamente in portfolio o campagne ulteriori.

  5. 05

    Inserire un controllo delle fotografie nelle procedure di cambio ruolo e uscita, gestendo richieste di revoca o rimozione e distinguendo i diversi fondamenti applicabili.

L’errore da evitare.

Considerare la presenza alla sessione fotografica aziendale come accettazione di qualsiasi pubblicazione futura.

Tre verifiche da portare con te.

  • Canali e finalità definiti.
  • Scelta effettiva verificata.
  • Riesame previsto per uscita e cambio di ruolo.

Una comunicazione professionale presenta il team senza trasformare l’immagine dei lavoratori in una risorsa promozionale priva di limiti.

Fonti e riferimenti.

Collegamenti alle fonti istituzionali utilizzate per il quadro di riferimento. Controlla versione, ambito e regole complementari applicabili.