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CASO PRATICO 87 · GOVERNANCE E RESPONSABILITÀ

Whistleblowing: una casella email condivisa protegge davvero il segnalante?

La segnalazione arriva a un indirizzo letto da più uffici: come verificare il canale interno, i ruoli e la protezione delle identità coinvolte.

Scenario illustrativo: persone e organizzazioni sono ipotetiche. Non è un incarico o un risultato attribuito allo studio.

LA RISPOSTA IN BREVE

Prima va verificata l’applicabilità del d.lgs. 24/2023 alla specifica organizzazione. Quando la disciplina si applica, il canale interno deve essere progettato con le garanzie previste: una casella condivisa senza controlli non è una soluzione sufficiente.

La situazione.

Scenario illustrativo. Una società attiva l’indirizzo segnalazioni nel proprio dominio e lo assegna a risorse umane, amministrazione e assistenza informatica. Una persona vi descrive un possibile illecito e allega documenti con nomi di colleghi. Il messaggio finisce nel normale sistema di ticket, che invia notifiche a un gruppo ampio. Un dirigente coinvolto nei fatti può vedere oggetto, mittente e stato della pratica.

PRIMA DI DECIDERE

Tre fatti da mettere a fuoco.

  1. 01

    Occorre accertare ambito soggettivo, oggettivo e organizzativo della disciplina, non soltanto la dimensione dichiarata dell’impresa.

  2. 02

    Identità, contenuto e allegati circolano in un sistema ordinario con accessi incompatibili con la gestione riservata della segnalazione.

  3. 03

    Tra i soggetti che ricevono notifiche è presente una persona coinvolta nei fatti, con un possibile conflitto nella gestione.

↓

Valuta insieme questi elementi prima di scegliere le azioni.

Come impostare la valutazione.

La disciplina whistleblowing richiede un’impostazione distinta dai normali reclami al personale o all’assistenza. Le linee guida ANAC sui canali interni chiariscono il quadro organizzativo da considerare insieme al decreto. La scelta dello strumento deve riguardare anche la separazione degli accessi, le modalità di comunicazione e la gestione di eventuali conflitti, non semplicemente l’apertura di un nuovo indirizzo facilmente memorizzabile.

Proteggere il segnalante non significa rendere visibili senza limiti i dati delle altre persone citate. Il canale deve contenere documenti pertinenti e accessibili a chi è legittimato a gestirli, con le garanzie previste per tutti i soggetti coinvolti. Anche metadati, ticket, notifiche e registrazioni tecniche possono esporre l’identità. Non va quindi promessa un’anonimità assoluta senza aver verificato come funzionano gli strumenti e come il procedimento può svilupparsi.

Cosa fare, in pratica.

  1. 01

    Verificare applicabilità del decreto e assetto del canale con chi presidia la conformità, individuando il gestore e una procedura per segnalazioni che lo riguardino o presentino conflitti.

  2. 02

    Separare il canale dai sistemi ordinari di ticket e definire accessi rigorosi, modalità di autenticazione e gestione degli allegati; provare il percorso completo con una segnalazione fittizia.

  3. 03

    Valutare il trattamento e i rischi, inclusi fornitore, misure tecniche, registri e informazione agli interessati; considerare gli adempimenti specifici previsti dalla disciplina senza limitarli al testo della pagina web.

  4. 04

    Gestire l’incidente già avvenuto ricostruendo destinatari e copie, contenendo le notifiche e valutando gli obblighi conseguenti; non cancellare indiscriminatamente gli elementi necessari a capire l’accaduto.

L’errore da evitare.

Considerare protetta la segnalazione perché l’indirizzo contiene la parola riservato, lasciando invariati instradamenti, accessi e notifiche del sistema aziendale.

Tre verifiche da portare con te.

  • Applicabilità e gestore del canale sono stati verificati?
  • Notifiche, log e assistenza tecnica rispettano la riservatezza richiesta?
  • Sono gestiti conflitti, allegati, tempi e informazioni ai soggetti coinvolti?

Il canale è un processo riservato, non una semplice casella. Le persone coinvolte devono poter comprendere come comunicare e chi gestirà davvero le informazioni.

Fonti e riferimenti.

Collegamenti alle fonti istituzionali utilizzate per il quadro di riferimento. Controlla versione, ambito e regole complementari applicabili.