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CASO PRATICO 18 · MARKETING E WEB

Carrello abbandonato: si può inviare un’email con uno sconto?

Il cliente lascia il checkout incompleto: distinguere promemoria richiesti, messaggi promozionali e presupposti per usare l’indirizzo email.

Scenario illustrativo: persone e organizzazioni sono ipotetiche. Non è un incarico o un risultato attribuito allo studio.

LA RISPOSTA IN BREVE

Un checkout incompleto non equivale automaticamente a una vendita. Il contenuto e il percorso contano: una promozione con sconto richiede un presupposto adeguato e non diventa messaggio di servizio solo perché riguarda un carrello.

La situazione.

Scenario illustrativo inventato. Un e-commerce registra l’email appena l’utente comincia il checkout. Se l’acquisto non viene concluso, una sequenza invia tre messaggi con urgenza commerciale e un codice sconto. L’utente non ha chiesto promemoria e non risulta iscritto al marketing. Il venditore considera il sistema necessario a completare il contratto, ma l’email è stata acquisita prima della conferma dell’ordine. Alcune persone avevano soltanto confrontato le spese di spedizione senza decidere di comprare.

PRIMA DI DECIDERE

Tre fatti da mettere a fuoco.

  1. 01

    Non risulta un ordine concluso.

  2. 02

    La sequenza è progettata per sollecitare una vendita.

  3. 03

    Il promemoria non è stato richiesto espressamente.

↓

Valuta insieme questi elementi prima di scegliere le azioni.

Come impostare la valutazione.

La valutazione deve considerare la sostanza del messaggio e la ragione per cui è stata acquisita l’email. Una sequenza con sconti e inviti all’acquisto presenta una finalità promozionale: definirla tecnica nel pannello del software non elimina l’esame dell’articolo 130 del Codice. La deroga del soft spam non va estesa automaticamente a ogni checkout iniziato, perché ha condizioni proprie legate anche al contesto della vendita.

Un servizio specificamente richiesto dall’utente per salvare o ricordare un carrello può richiedere un’analisi diversa, purché richiesta, contenuto e funzionamento siano coerenti. Non deve diventare un’autorizzazione nascosta per ulteriori campagne. Anche il tracciamento delle aperture e dei clic è un trattamento da valutare distintamente, insieme alla raccolta di identificatori sul sito: scegliere il presupposto per spedire non chiude automaticamente tutte le questioni tecniche della sequenza.

Cosa fare, in pratica.

  1. 01

    Classificare i messaggi della sequenza: esaminare oggetto, contenuto, coupon e finalità effettiva, non soltanto l’etichetta attribuita dal fornitore.

  2. 02

    Verificare l’origine del recapito: distinguere acquisti effettivi, iscrizioni promozionali, richieste di promemoria e inserimenti incompleti nel checkout.

  3. 03

    Disabilitare le automazioni sui segmenti non verificati: una funzione predefinita del gestionale non deve avviarsi solo perché dispone di un indirizzo.

  4. 04

    Progettare separatamente un eventuale promemoria richiesto: spiegare cosa verrà inviato e non inserire altri usi senza il presupposto pertinente.

  5. 05

    Controllare durata e misurazione: eliminare i carrelli non più utili e valutare prima dell’uso eventuali pixel o tracciamenti della comunicazione.

L’errore da evitare.

Confondere l’inizio di una procedura di acquisto con la conclusione di una vendita può far applicare una deroga a persone che non ne soddisfano i presupposti.

Tre verifiche da portare con te.

  • Ordine e semplice checkout distinti.
  • Finalità promozionale riconosciuta.
  • Automazioni e tracciamenti verificati separatamente.

L’automazione commerciale dovrebbe conoscere il percorso giuridico del contatto. Una buona configurazione distingue interesse manifestato, richiesta specifica e acquisto, invece di considerarli sinonimi.

Fonti e riferimenti.

Collegamenti alle fonti istituzionali utilizzate per il quadro di riferimento. Controlla versione, ambito e regole complementari applicabili.