Di cosa si tratta.
Il sistema israeliano si fonda sulla Privacy Protection Law e su regolamenti che affrontano, tra l’altro, la sicurezza delle banche dati e i trasferimenti. La raccolta della Privacy Protection Authority è quindi un punto di accesso a più fonti, non un unico documento autosufficiente. L’emendamento 13, entrato in vigore nell’agosto 2025, ha modificato in modo significativo il quadro, comprese definizioni, governance e strumenti di controllo. Un’analisi basata soltanto su un vecchio contratto o su una traduzione precedente può trascurare cambiamenti importanti. Per chi scambia dati con soggetti israeliani, il progetto va descritto concretamente prima di stabilire gli adempimenti applicabili.
A chi può interessare.
La verifica deve riguardare il soggetto che controlla la banca dati, chi la gestisce e le attività effettivamente svolte. La disciplina locale non coincide integralmente con quella europea, anche quando usa concetti familiari. Per alcuni flussi di dati provenienti dallo Spazio economico europeo esistono disposizioni specifiche da considerare insieme al resto del quadro. Il collegamento di un servizio con Israele non elimina gli eventuali obblighi GDPR dell’esportatore europeo. Occorre valutare separatamente il trattamento locale, la sicurezza e le condizioni della comunicazione internazionale.
I punti da capire.
- 01
L’emendamento 13 impone di riesaminare i riferimenti precedenti alla riforma: elenchi di obblighi e modelli storici non devono essere considerati automaticamente aggiornati.
- 02
Registrazione, comunicazioni all’Autorità e designazione di figure privacy dipendono dai presupposti previsti. Non vanno trasformate in un pacchetto identico per qualsiasi impresa.
- 03
I regolamenti sulla sicurezza richiedono un’analisi delle banche dati e delle misure pertinenti. La qualifica commerciale di fornitore affidabile non sostituisce la verifica degli accessi.
- 01Individua l’ambito
- 02Leggi le regole pertinenti
- 03Verifica sul tuo contesto
Il percorso orienta la lettura: non costituisce una verifica automatica di conformità.
Cosa verificare in pratica.
- Individuare chi governa ciascuna banca dati e verificare se la riforma cambia obblighi di governance o comunicazione rispetto alla configurazione precedente.
- Controllare le traduzioni utilizzate, annotando data e versione, e confrontare i punti decisivi con il testo ebraico e i chiarimenti della PPA.
- Separare i flussi provenienti dallo SEE dagli altri, verificando le condizioni dedicate e il coordinamento con gli accordi di trasferimento e sicurezza.
UN ESEMPIO PER ORIENTARSI
Dal principio alla situazione concreta.
Scenario ipotetico: un’impresa europea utilizza un servizio israeliano per assistere i propri clienti. Il contratto del 2022 descrive una piccola banca dati, ma il servizio ora aggrega richieste e allegati per più società. Prima del rinnovo, l’impresa chiede una descrizione aggiornata degli accessi e confronta la situazione con la riforma. Verifica anche quali dati arrivano dallo SEE e come vengono gestite cancellazione e correzione. La vecchia valutazione resta una traccia storica, mentre la decisione viene fondata sul servizio che esiste oggi.
Scenario ipotetico a scopo divulgativo.Ambito, limiti e aggiornamenti.
La raccolta ufficiale comprende testi di natura diversa: legge, regolamenti, chiarimenti e strumenti informativi. Le traduzioni inglesi aiutano l’orientamento ma non prevalgono sul testo normativo autentico. Le FAQ sull’emendamento 13 sono una fonte interpretativa dell’Autorità, non una nuova legge. Per decisioni su registrazione, nomine, sanzioni o dati particolari serve il controllo della disposizione corrente e dei suoi presupposti specifici.
Le traduzioni inglesi sono informative. Verificare il testo ebraico aggiornato, le modifiche alla legge e le condizioni specifiche per dati provenienti dallo SEE.
Le fonti ufficiali.
La scheda spiega il riferimento in termini divulgativi. Per applicarlo consulta il testo vigente, gli allegati, gli aggiornamenti e le disposizioni pertinenti.