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MEMORIA EDITORIALE

Privacy e open source

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Legge privacy e opensource Privacy ed opensource... che significa tutto ció? Opensource non significa gratis. Vuol dire che il codice sorgente del software é a disposizione insieme al programma. Opensource significa che il software é aperto e puó essere arricchito da qualsiasi contributo intellettuale. Tutti coloro che vogliono possono contribuire a migliorare il programma, studiandone il codice sorgente. Linux é un esempio. Tanti programmatori collaborano allo sviluppo di Linux... Un programma si dice invece compilato se é chiuso, ovvero non permette modifiche. maggior parte dei software é di questo secondo tipo. Perché? Per tutelare la proprietá intellettuale, in un'ottica molto economica e poco etica del concetto di diritto d'autore. A parte queste considerazioni, ció che rileva dei programmi opensource ai fini della legge sulla privacy e della sicurezza informatica, é che i codici sorgente siano aperti e permettano dunque il controllo. Ai fini della sicurezza é possibile difatti verificare come il programma gira, cercando eventuali errori che potrebbero danneggiare il sistema. Oltre poi agli errori (involontari), ancora piú insidiosa é la possibile presenza di algoritmi inseriti dolosamente per permettere l'accesso a dati riservati presenti sul disco fisso. In poche parole il software stesso potrebbe contenere meccanismi che violano la riservatezza dell'utente-cliente e non é possibile controllarlo. Per comprendere l'importanza del problema é sufficiente pensare alle conseguenze di un sofware dolosamente predisposto per curiosare nei dati detenuti da ospedali, tribunali, uffici delle entrate... Meditiamo! ALLA SEZIONE COMPUTER E SICUREZZA

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